

Dal 2021, la Communauté de Communes de Saint-Pourçain Sioule Limagne monitora l'affluenza di pedoni e ciclisti sul Coteau des Chapelles, un'area naturale sensibile di Gannat, e lungo la Voie Verte del Val de Sioule, utilizzando cinque contatori Kiomda. I dati, trasmessi tramite rete LTE-M, alimentano sia la gestione del sito naturale che le richieste di finanziamento per la pista ciclabile.
Il Coteau des Chapelles, classificato come Spazio Naturale Sensibile e gestito in collaborazione con il Conservatoire d'Espaces Naturels de l'Allier, è un versante calcareo caratterizzato da prati aridi rari in Francia: vi sono state censite fino a nove specie di orchidee selvatiche, oltre a più di 350 specie vegetali. La sua manutenzione combina interventi meccanici leggeri e il pascolo estensivo con allevatori locali, per impedire alla foresta di invadere i prati. La Voie Verte del Val de Sioule, invece, segue il tracciato di un'antica linea ferroviaria inaugurata nel 1932, oggi interamente riservata alla mobilità non motorizzata — pedoni, ciclisti, pattinatori, passeggini — tra Gannat e, in prospettiva, Saint-Pourçain-sur-Sioule per circa 26 chilometri. Il primo tratto operativo, 17 chilometri che collegano Gannat a Bayet passando per Saulzet, Le Mayet-d'École e Broût-Vernet, serve sia per il tempo libero e il turismo che per gli spostamenti quotidiani.
Questi due siti non hanno molto in comune, se non la difficoltà di quantificare oggettivamente la loro frequentazione senza moltiplicare gli interventi sul terreno. È questo che ha convinto la Communauté de Communes de Saint-Pourçain Sioule Limagne a installare, già nel 2021, un primo contatore, per poi ampliare il dispositivo a cinque unità: due contatori per soli pedoni sul Coteau des Chapelles, a Gannat, e tre contatori doppi per pedoni e ciclisti lungo la pista ciclabile. Il primo acquisto, nel 2021, è stato effettuato da un collega, che ha poi consigliato l'ente per questo secondo equipaggiamento.
«Il vantaggio per la pista ciclabile era che contava sia la parte pedonale che quella ciclabile. Non richiedeva alcun intervento sul suolo perché funziona esclusivamente tramite rilevamento cellulare. È uno dei punti di forza dell'attrezzatura.»
Sul campo, l'attrezzatura non è stata risparmiata: uno dei dispositivi è stato rubato. «Abbiamo avuto un episodio di furto/distruzione. È un peccato, ma non è colpa vostra», riconosce l'ente, che non mette in discussione la soluzione in sé.
I dati, trasmessi ogni 15 minuti, vengono utilizzati innanzitutto internamente, prima di essere inseriti nei rapporti di attività o utilizzati per sostenere le richieste di finanziamento e la comunicazione istituzionale sulla pista ciclabile. Sul Coteau des Chapelles, aiutano a calibrare gli interventi in base alla sensibilità del sito e a valorizzarne la frequentazione; sulla pista ciclabile, servono a dimostrare l'interesse del percorso, a comprenderne l'uso reale e a giustificare gli investimenti effettuati.
L'ente riconosce tuttavia un limite di utilizzo: la misurazione diventa pertinente e finanziabile solo su percorsi chiusi e lineari, mentre rimarrebbe fuori portata su sentieri aperti.
«Sui sentieri escursionistici, facciamo fatica a valorizzare la frequentazione. Costerebbe troppo. Su siti chiusi come la pista ciclabile, invece, possiamo farlo.»
Rileva inoltre, più in generale, un freno per altri enti: «C'è un costo da sostenere per ottenere i dati, e non tutti gli enti sono pronti a investire.»
Su una scala da 1 a 10, l'ente assegna un voto di 8. Ad oggi non sono stati attrezzati nuovi siti, ma l'ente collabora con il Dipartimento dell'Allier, responsabile della rete di attività all'aria aperta, che conosce già la soluzione: un potenziale tramite per ulteriori implementazioni sul territorio.